Czech & Speake presenta Villa Ausonia, la sua nuova fragranza

La linea di nicchia britannica Czech & Speake ha lanciato Villa Ausonia, una nuova fragranza unisex all’ozono.

Ausonia cattura la freschezza esaltante delle brezze costiere atlantiche del sud ovest della Francia, con il persistente profumo inebriante delle lontane foreste di pini e il salato oceano.

Questa fragranza androgina, moderna e leggera fonde note di ozono oceanico con note verdi agrumate/fruttate.
Accordi di canfora con note legnose contrastano la leggerezza delle note iniziali lasciando la sua sillage intensa, fresca, persistente ed avvolgente.

“Ausonia è piuttosto personale per me, sono stato estremamente soddisfatto dei risultati. Cercare di creare una moderna fragranza all’ozono è una vera sfida, ma è una cosa che mi è piaciuta molto.
Come designer e creativo lavoro a stretto contatto con il profumiere della maison John Stephen, è un process lungo e complesso ottenere una fragranza ben bilanciata”
. Frank Sawkins (il fondatore e creatore di Czech & Speake)

Le note includono mela, basilico, limone, calone, pino e note legnose, canfora, vaniglia e muschio.

Czech & Speake Villa Ausonia è disponibile in Eau de Parfum da 100 ml, al prezzo di € 150.

Novità in profumeria: Joop! Homme Absolute men

Joop! lancerà Joop! Homme Absolute, un nuovo profumo maschile che affiancherà il classico Joop! Homme Man del 1989. La fragranza è stata creata dal famoso naso profumiere Antoine Maisondieu.

Come il suo celeberrimo predecessore Joop! Homme Man, Joop! Homme Absolute è un seduttore nato. È abbastanza sicuro di sé da potersi permettere di abbassare la guardia. Non prendendosi troppo sul serio, sa che l’umorismo e la giocosità aprono la strada alla felicità.

Ma valuta anche la vicinanza, la complicità e l’intimità. Poiché crede in se stesso e sa come perseguire le proprie passioni, può anche liberarsi del proprio ego per condividere tempo, fiducia e complicità con le persone che ama. 

Joop! Homme Absolute è un’illustrazione fragrante della duplice natura degli uomini. In effetti, contrasta una inaspettata nota di cuore floreale con un inconfondibile accordo di base maschile.

La fragranza si apre con una nota speziata di pepe nero. Questa overture energica e accattivante lascia il posto alle note ipnotiche di Ylang-Ylang, fiore molto comune nelle fragranze femminili. Dall’altro lato, le note di fondo, sono una miscela molto potente di note virili: un fresco e pungente vetiver, una ricca e aromatica fava tonka e un pizzico di prezioso incenso.

Quando “indossare” Joop Homme Absolute? Sicuramente non per un appuntamento galante, non per una serata al club o per andare in ufficio! Joop Homme Absolute è adatto per un giorno grigio invernale o autunnale, di una persona solitaria o introspettiva, che ama stare bene con se stessa.

Joop! Homme Absolute sarà disponibile in Eau de Parfum da 80 e 120 ml.

Pronti per sentirsi liberi? Davidoff debutta con Run Wild for Men

Run Wild for Men di Davidoff è una fragranza rilasciata nel 2019.

A chi si adatta meglio? A primo impatto, Run Wild è un odore messo in risalto da un bouquet di fragranti note aromatiche, dolci, fresche e speziate che regalano una confortante, stimolante e calorosa sensazione.

Esaminandolo più da vicino, una volta applicato sulla pelle, si noterà una persistente qualità di sentori balsamici più delicati, un po’ amari e speziati che nascondono un’essenza di sensuali, chiare e profonde sensazioni.

La composizione della fragranza è una creazione dei celebri nasi Pierre Constantin Gueros e Alexandra Carlin.

Mescolando più di 6 ingredienti naturali, Run Wild for men è un’ode alla natura selvaggia e autentica. Nel suo cuore, la lavanda selvatica del sudest americano offre l’incomparabile freschezza che costituisce la principale caratteristica del profumo.

Questa pianta ultraresistente illustra perfettamente ciò di cui parla Run Wild. Nelle condizioni climatiche più estreme, nel terreno arido, riesce a crescere e prosperare.

Leggermente salato e molto fresco Run Wild for men riesce a rinnovare completamente il concetto di freschezza.

Le speziate note di testa dove prevale la cannella e lo zenzero si fondono con le note di cuore dove la lavanda è il protagonista principale, mentre le note di fondo lasciano un’impronta di ambra, fava tonka e abete.

Noi, come sempre, consigliamo di andare in profumeria e provare dal vivo la fragranza, per capire in che modo si “fonde” con la chimica della vostra pelle.

 

 

 

Cartier Carat, il profumo che sa di diamanti

“Al mio arrivo in maison Cartier – scrive Mathilde Laurent, Naso Parfumeur – rimasi colpita dalla frase che la Principessa Bibesco rivolse a Jeanne Toussaint: “Chi è Lei? Colei che profuma diamanti!“.


Quando mi sono ritrovata a lavorare sul tema del diaman­te, questa è diventata un’ossessione. Per me, che venivo dall’universo del profumo e della sua storia religiosa e arti­stica, questa citazione esprimeva l’idea che Cartier riusciva a far vivere i diamanti, poiché molto spesso in tali settori il profumo incarna la materia vivente.


Ed è proprio subli­mando i diamanti che Cartier infonde in loro la vita, facen­do entrare la luce e creando con essa quella danza straordi­naria che tanto ci emoziona. Cosi, è maturato in me il desi­derio di creare un profumo che risplendesse di luce, proprio come un diamante. E al tempo stesso, l’idea di applicare a una fragranza il medesimo fenomeno ottico che caratteriz­za il diamante: la diffrazione cromatica.


Ho scelto quindi sette fiori freschi che, insieme, potessero dar vita a un fiore nuovo, astratto ma vivo, come la luce ada­mantina. CARAT è per me un’ode alla luce, declamata attraverso le note di un profu­mo. Sono orgogliosa di offrirvi la mia visio­ne della luce nella forma di un profumo e, attraverso l’emozione olfattiva che esso trasmette, di riuscire a far risplendere tutti quelli che lo indosseranno, come fa Carrier grazie ai gioielli”.

La prima volta che Cartier fa un profumo riferito a una pietra? “Sì”, continua la sua creatrice Mathilde Laurent, “mi sono sempre rifiutata. Una pietra preziosa che richiama un sentore non mi piace, non ha senso. Carat – che si ispira al diamante e doveva raccontarne l’unicità – è stato una bella sfida. Quando ho cominciato a lavorare sul diamante, non sapevo da che parte iniziare, era molto complicato trovare qualcosa di interessante che potesse esprimerlo in termini olfattivi. Qualcosa insomma di “parfumistico” (un neologismo che ho inventato), cioè che nasce dall’essenza di un profumo. Si possono fare delle buone fragranze, che però olfattivamente parlando, non esistono. Tanti brand lo hanno già fatto. Noi lavoriamo in modo diverso seguendo cioè delle regole precise che spieghino, che possano raccontare perché e come nasce un profumo”.

I riflessi di un romanzo, un tocco di gran classe in quelle righe che intonano, a tanta suggestione, il canto di battesimo di Carat. C’è Marthe Lucile Bibesco, lo scri­vere, il potere, la ricchezza, lo stile, l’orgo­glio della Principessa; c’è Jeanne, la mitica Jeanne Toussaint, amore appassionato, infinito di Louis Cartier; e c’è, sottintesa, la Panthère che nell’ottica sublime della collezione “Animalier”, simboleggia la… svolta della Maison nel 1918, genio, cesel­lo, di Jeanne, che Louis nomina direttrice di un’Alta Gioielleria, luce del futuro Cartier.

Ecco: la luce. Che nella meravigliosa creatività di Mathilde, assurge ad una vera enfasi Cartier, sublimata da questo Carat per le sue note a stessa… diffra­zione cromatica del diamante. Poesia, immaginifico? Se c’è Cartier, se c’è lei, Mathilde Laurent, tutto può essere. Così come questo profumo che quasi per incanto unisce i sette riverberi della luce nel suo jus: violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancio, rosso, le sfumature di ogni fiore, una vera miriade di sfaccettature in una magica Eau de Parfum a declinazione olfattiva. 

Carat come un sogno, come una declinazione olfattiva a scintillio di un fiore. “Un fiore di puro piacere – assi­cura Mathilde. Molecole di gioiosa vitalità ricche di energia cristallina. Un gioiello invisibile, un profumo concepito per far palpitare il cuore”. In quel contenitore in quel flacone che ha i ri­flessi splendenti del diamante.

Calvin Klein Women

Calvin Klein Women è il primo profumo femminile creato sotto la direzione di Raf Simons che come noto è a capo della storica maison d’abbigliamento americana. Non gli è bastato sviluppare un nuovo profumo: ha voluto sintetizzare il concetto base della femminilità, una e disgiunta, una e più.

Il suo nome è semplice ma efficace, Calvin Klein Women è il profumo donna che fu lanciato attraverso una campagna pubblicitaria che vede come testimonial protagoniste Lupita Nyong’o e Saoirse Ronan. Per creare questo nuovo profumo il geniale stilista Raf Simons si è ispirato alla bellezza  e alla potenza dello sguardo delle donne, un vero omaggio alla femminilità. Oltre alle testimonial Lupita Nyong’o e Saoirse Ronan ci sono anche attrici pluripremiate e voci della loro generazione come Katharine Hepburn, Eartha Kitt, Sissy Spacek e Nina Simone. 

Come a dire, il passato e il presente a femminilità gloriosa ma diversa, di­sgiunta, cosi per ribadire il concetto di Raf Simons e dare apertura scenografica al suo profumo, al suo Women che pur cosi profondamente interpretato, vuol poi essere, sia pur mi­rabilmente, un floreale legnoso.

Che sa vantare una “testa” a ghiande di eucalipto, un “cuore” a fiori d’arancio e un “fondo” a legno di cedro dell’Alaska. Tre elementi d’eccellenza attorno ai quali le profumiere Annick Menardo e Honorine Blanc hanno sospinto combinazioni di pepe nero, limone, magnolia sempreverde, assoluta di gelsomino, olio essenziale di olibano e Ambrox Super.

Questa dunque, in vera intensità, l’alchimia di un profumo che si agglomera e si apre in coacervo di esul­tanze, quasi… bollitore di sentimenti contrapposti. Un Calvin Klein, insomma: dove il tanto del concetto, il tanto dei perso­naggi, il tanto dell’olfattiva, fanno davvero un nuovo gioiello a firma del “genio”. Il genio CK di sempre.

Versace Eros Flame e la mitologia seduttiva

ECCO IL PROFONDO, L’INTENSO, IL MITO DI UNA FRAGRANZA CHE INTINGE IL SUO ROSSO NEL SUPERLATIVO DI “AMORE E PSICHE”, CAPOLAVORO SCOLPITO DAL GENIO INFINITO DI ANTONIO CANOVA. ORA DECLINATA IN EROS FLAME, IL MASCHILE DELLA PASSIONE NEL SEGNO PROFONDO DI VERSACE. 

La morbida eppur seducente sensualità di Gigi Hadid con quelle braccia che avvolgono il suo Eros nell’iconica immagine del “connu­bio”, richiama al grande Canova, al suo immortale Amore e Psiche, non una sta­tua di coinvolgente sensualità, ma un in­no al senso più vero, unico, della vita. 

Al capolavoro del più efficace tra gli scultori d’ogni tempo, si è ispirato l’autore dell’im­magine che esalta, come sottolinea Dona­tella Versace, “la scintilla dell’amore vero che ognuno di noi insegue; quell’amore che cattura l’anima, il corpo, la mente”.

Ecco: la declinazione di Eros in Flame è tutta in questa ouverture che indica il vero dell’uomo, forte di ardore, di passione, che sa capire, gioire e soffrire; l’eroe delle emozioni da significare a chi sa il presen­te e vuol farne futuro. Da Versace, dalla scenografia delle sue intuizioni, sboccia sempre il cartello delle emozioni forti: e questo profumo vibrante di rosso intenso ne è esemplarità determinante, seducente sino all’abbraccio di voluttà con il mito del passato.

Cosa si cella dietro quella testa di vetro a rilievo di Medusa, cesellata dalla preziosità dell’oro? La semplicità in profonda efficacia: il limone, il mandarino, il chinotto, il pepe nero del Mada­gascar, avvolti dal rosmarino selvatico, dal Pepperwood, dal geranio, da stimoli di rosa che infine si fondo­no nel legno di cedro del Texas, nel patchouli coeur, nel vetiver di Haiti, per poi immergersi nell’abbraccio nel muschio di quercia di mon­tagna, nel legno di sandalo a sortilegio di fava tonka, in amalgama con vaniglie.

Incredibile! Davvero un cocktail di eccellenza, quasi una pozione di sensualità per quell’amore che Do­natella Versace definisce “fervore di una fiamma che tutto consuma a passione eterna”. Cosa di più? Nient’altro che una definizione d’intenso amore, come un abbraccio al più forte e appagante dei sentori. E cioè: un freddo caldo, un dolce speziato, una luce e ombra.

Gucci Guilty Absolute pour Femme: nobiltà della mora

Dice Alessandro Michele, magister di Gucci: “Ho immaginato una donna che “ruba” il profumo del fidanzato e lo fa suo”.
Io ribatto: non immagino un uomo che rubi il profumo della fidan­zata e lo faccia suo. Ma forse sbaglio, perché questo Gucci Guilty Absolute pour Femme è davvero “pour Femme”, seppur chiaro partner del “pour Homme”, soprattutto in quella confezione che ha la stessa allure di eleganza razionale, ma non la trasparenza che lascia uscire dal vetro un evidente colore di mora, lo stesso che pur lavandomi le mani rimaneva definitivo dopo una gioiosa scorpacciata di frutti alla siepe dell’orto.

Mora, dunque, beata innocenza di frutto libero sinché gli piove ad­dosso la pioggia e la rugiada di mezza estate; poi, poco mitizzato tra le foglie, felice al sole che lo matura.
Una storia delle tante che la natura regala senza chiedere nulla se non qualche graffio da spina di siepe. Poi…

Poi l’uomo massimo di Gucci l’ha scoperta perché, sostiene, “…volevo una nota che facesse sognare dal primo istante, e questa fragranza espri­messe romanticismo, un’aura d’amore libero e puro”. E chi poteva profondamente soddisfare Alessandro Michele se non un altro uomo massimo, dell’idea, della genialità, della puntualità esecu­tiva a livello mondiale, come il master profumiere Alberto Morillas?

Chiedendogli non il solito cipriato floreale ma un cipriato fruttato? Ec­co: è così che alla mora, nota selvatica, va ad aggiungersi la rosa bulgara e il goldenwood, estratto naturale del cipresso di Nootka, nota legnosa che già esalta il Gucci Guilty Absolute pour Homme. E a mescolarli questi tre ingredienti base? Bergamotto, patchouli e ambra grigia, sceglie Morillas che spiega: “Alessandro vuole questo tipo di fragranze gradevoli e non artificiali, con note autentiche, semplici da comprendere e che diano una sensazione di assoluta libertà”.

E così è il Guilty Absolute pour Femme: che l’attore più premiato Jared Leto, con le modelle Julia Hafstrom e Vera Van Erp, “testimoniano” posando all’obiettivo di Glen Luchford, entro il romanticismo di un palazzo barocco.

Chanel N. 5: un profumo, una storia

Nel 1954, fu chiesto a Marilyn Monroe “cosa indossa per andare a letto?”  e Lei rispose “cinque gocce di Chanel N°5”.

Sessant’anni dopo, e circa un secolo dopo la sua creazione, ogni 30 secondi, da qualche parte nel mondo, viene venduta una bottiglia di questa classica e leggendaria fragranza, Chanel N°5.

Prima dell’arrivo di questo famoso profumo (1920), tutte le donne di classe, e di un certo rango sociale, indossavano esclusivamente profumi floreali, classici, comuni e molto diffusi. Gli odori più ‘intensi’ erano considerati adatti solo alle donne di classi sociali inferiori o per le prostitute.

Gabrielle Bonheur Chanel, più nota come Coco, decise che era arrivato il momento giusto per la nascita di un profumo moderno e liberatorio.

Per la creazione dell’essenza Coco si avvalse di Ernest Beaux, un chimico e sofisticato profumiere francese, nato a Mosca, in una famiglia di profumieri che serviva gli Zar. Chanel voleva qualcosa di nuovo e di intenso.
Beaux si ispirò alla purezza del paesaggio ghiacciato della Russia settentrionale (dove aveva prestato servizio durante la prima guerra mondiale). Ha usato come base il gelsomino e la rosa,  mescolati con le aldeidi, che gli hanno dato un senso di purezza invernale, sensualità e luminosità.Chanel N°5 è  stato pionieristico anche dal punto di vista dei suoi ingredienti: è stata una delle prime fragranze a contenere note olfattive sinteticche come le aldeidi. Le aldeidi sono degli additivi privi, di per sé, di odore, ma capaci di esaltare gli odori degli ingrendienti presenti nel profimo. Questo fu la chiave, dell’unicità e del suo odore inconfondibile di Chanel N° 5.

Perché Numero 5?

Chanel N°5 è,  molto probabilmente,  il nome più celebre nella storia dei profumi. Anche se in realtà non è nemmeno un nome, ma solo un numero: il numero 5.

Il cinque era il numero preferito di Gabrielle Chanel. Dai 12 fino a 18 anni, lei visse in un orfanotrofio (suore della congregazione del Sacro Cuore presso l’orfanotrofio di Aubazine), e ogni volta che andava alla cattedrale per pregare, percorreva 5 sentieri diversi, tutti “soffocati” (in termini di odore) da una specie particolare di rosa con cinque petali.

Il numero 5 acquistò per Lei un significato quasi mistico: la sue mente era completamente ‘inebriata’ da quel famoso numero.

Nel 1920, Madame Chanel – cha all’epoca aveva 37 anni – chiese al suo profumiere una fragranza nuova e moderna. Ci vollero 2 mesi di lavoro prima che Ernest potesse presentare a Coco (a Parigi in Rue Cambon 31),  i 10 campioni, numerati dall’1 al 5 e dal 20 al 24.

Ovviamente lei scelse il N° 5, aggiungendo: lancio questa mia collezione il 5 Maggio (5 mese dell’anno). Il numero 5 porterà fortuna a questo nostra nuova creazione.

Inutile dire che aveva ragione… e questa creazione diverrà il profumo più esclusivo e desiderato di ogni tempo, Chanel N° 5.

Anche se la scelta del campione N°5 fu quella ‘sbagliata’, in quanto quella boccetta conteneva il risultato di un errore di laboratorio commesso da un assistente di Beaux, che aveva aggiunto una dose eccessiva di aldeide. Il resto è storia, e il destino ha voluto che quella fosse, in realtà, la boccetta ‘giusta’.

Chanel n°5, sin dalla sua nascita, non è stato mai solamente un profumo, ma è diventato, praticamente da subito, un’icona, che ha fatto crescere la sua fama con il trascorrere del tempo.

Il 5 maggio 1921 le strade di rue Cambon, dove si trova il mitico atelier Chanel, odoravano dell’odore provocatorio e sensuale del nuovo profumo. I suoi ospiti se ne andarono quella sera prendendo con sé una bottiglia offerta come regalo.

“Era come se avessero vinto alla lotteria…” dichiarò  allora alla stampa la mitica amica di Chanel, Misia Sert. Il successo della fragranza fu spettacolare ed immediato! Ma non era abbastanza per Chanel, che voleva condividere la sua nuova fragranza con tutto il mondo.

Il 16 Dicembre 1924, apparve la prima pubblicità di Chanel N° 5 a New York. Era una piccola stampa che informava che le fragranze di Chanel erano disponibili nei grandi magazzini. Se il profumo era già stato descritto come un fenomeno in Europa, questa descrizione non fu sufficiente per far ottenere lo stesso successo anche in America.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Chanel pensò un modo geniale per fare pubblicità al suo profumo: informava che ogni soldato americano che si trovava a Parigi, poteva ottenere una bottiglietta del tanto ambito profumo per fare un regalo alla sua fidanza al suo ritorno nel paese d’origine. Code interminabili di americani attesero pazientemente per ore per assicurarsi il prezioso dono.

La preferenza di Marilyn Monroe come testimonial fece aumentare sorprendentemente le vendite di questo prodotto, grazie anche al boom economico tra gli anni ‘50 e ‘60, facendolo diventare una vera leggenda.

Chanel N° 5 divenne il simbolo supremo della femminilità che tutte le donne volevano possedere. Negli anni ’60, il suo slogan promozionale diceva semplicemente la verità: “Ogni donna vivente nel mondo ama il Chanel N°5”.

La rinascita della leggenda

Alla fine degli anni ’60 (primi anni ’70), la fragranza era minacciata (quasi schiacciata) dal peso della sua stessa leggenda e dall’accettazione di massa. Gli anni ‘70 furono caratterizzati da una svolta non indifferente per quanto riguarda l’immagine della donna

Lo stereotipo della donna oggetto venne messa in discussione; grazie anche alla crisi economica e alla conseguente ricerca di nuovi valori per cui il consumismo cominciò ad essere ampiamente criticato.

Per la prima volta nella sua storia Chanel N° 5 cominciò a essere considerato superato ed obsoleto.

Il direttore creativo di Chanel, Jacques Helleu, ha cercato con tutti i mezzi di rinnovare il famoso profumo. Helleu scelse un’attrice francese, una certa Catherine Deneuve, come nuovo volto del profumo. Catherine Deneuve, era una  donna diversa, più matura e (apparentemente) indipendente, ma sempre sensuale ed elegante.

Il profumo “popolare” è diventato nuovamente il leggendario segreto delle stelle del cinema, segreto che tutte le donne volevano acquisire.

La nuova icona di Chanel N° 5 divenne poi Carole Bouquet, donna ideale degli anni 80 e degli inizi dei 90, periodo di ripresa economica e di ostentazione del lusso.

Gli anni 80 furono gli anni d’oro di “Chanel N°5” ed evocavano lo stesso entusiasmo da parte del mercato degli anni ‘50. L’immagine di Marilyn Monroe venne infatti ripresa e spesso accostata ancora una volta a quella del profumo, come nel caso delle serigrafie di Andy Warhol.

Nel 2003, Nicole Kidman (per la modica cifra di quasi 4 milioni di dollari) ha preso il posto di Carole Bouquet. Attualmente il volto del profumo è quello dell’attrice francese Audrey Tautou, mantenendosi come ideale di classe e femminilità, note che da sempre hanno contraddistinto Chanel N°5.

Allo stesso modo, negli ultimi due anni, un uomo – il primo della storia – fu scelto e coinvolto da Chanel N°5 come primo testimonial maschile nella storia dei profumi femminili. Il suo nome? Non proprio uno qualunque, il suo nome è Brad Pitt.