L’arte di fare profumi ha origine antica: i più remoti recipienti per oli profumati sono stati ritrovati nello scavo archeologico di Bouqras, nell’attuale Siria. Sono contenitori in gesso, vasetti in clorite e ceramica, e risalgono al 7000 a.C., cioè al Neolitico.

I faraoni egizi già nel 5000 a.C. usavano una miscela di 60 essenze diverse come la mirra, il ginepro, l’incenso, la menta, la cannella e il pistacchio, chiamato Kyphi.Anche nella Bibbia vengono citati i profumi, soprattutto l’aloe e il nardo, come importanti nell’igiene quotidiana con unguenti ed essenze da bruciare.

Gli antichi greci credevano che gli dei si manifestassero anche con i profumi, e nel culto del corpo e della bellezza includevano anche gli aromi profumati fissati con l’olio di oliva. Alessandro Magno aprì la via delle spezie orientali, che gli antichi romani utilizzarono con la distillazione, grazie alla quale introdussero gli oli essenziali, che riuscirono a conservare meglio grazie alla scoperta del vetro.

 

Nelle terme romane si iniziarono a usare anche i primi saponi, chiamati sapo. Nel Medioevo la produzione di profumi si spostò nel Medio Oriente e soprattutto in Persia, dove venne creata l’acqua di rose.

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